La Dieta Proteica o Dieta Dimagrante

La dieta proteica si pone come grande obiettivo, quello di far perdere peso in breve tempo, fino a due kg alla settimana. Sostanzialmente si differenzia dalle altre diete per lo scarso consumo di calorie, mai più di 600 al giorno, pochi lipidi e glucidi e soprattutto per un grande consumo di proteine. Durante l’arco della giornata, la dieta proteica, consiglia l’assunzione di proteine liquide e dall’alto valore biologico, apportando una precisa quantità di vitamine, di sali minerali, di fibre e, talvolta, di acidi grassi essenziali.

La dieta si rivolge principalmente a maggiorenni che non abbiano superato i 65 anni d’età e godano di buona salute, che hanno un indice di massa corporea pari o superiore a 30 che è il limite oltre il quale si parla di obesità. E’ consigliata anche per persone obese con differenti problemi derivanti dal peso eccessivo e che soffrono di diabete, di artrosi, asma ed ipertensione. Prima di concedere il proprio consenso, il medico è tenuto a far svolgere al paziente esami completi, che comprendono elettrocardiogramma ed analisi di laboratorio.

La dieta proteica si divide in tre differenti fasi che si protraggono nel tempo.

1. La fase 1, chiamata fase attiva. In questo periodo, il paziente non mangia nessun alimento solido, fatta eccezione per delle specifiche verdure come la lattuga, i funghi, le zucchine, gli asparagi, i finocchi, gli spinaci, il sedano ed i peperoni verdi, che possono essere assunte senza problemi e nessuna preclusione. Il peso, indica al medico, qual è la quantità giusta delle proteine in polvere (estratti di soia o latte da sciogliere nell’acqua) che vanno prescritte. A questo si aggiunge un quotidiano apporto di minerali e multivitaminici essenziali come calcio, potassio, sodio e fibre da consumarsi con integratori alimentari. Questa prima fase può protrarsi fino alle sedici settimane e fornisce energia all’organismo attraverso i corpi tetonici prodotti dalla degradazione dei grassi.

2. La fase 2 è chiamata fase di transizione, nella quale è fondamentale che chi è in cura mantenga il peso. E’ qui che si ricostituisce il metabolismo di base ridotto nella prima fase. Questo periodo è caratterizzato da quattro tappe fondamentali, ognuna delle quali dura due settimane. E’ in questo lasso di tempo che, progressivamente, vengono reintrodotti alimenti come la pasta, il riso, le patate ed il pane, mentre il consumo di lipidi rimane limitato e l’alcol può essere consumato solo se il paziente compie mezz’ora di esercizi fisici, che consentono di bruciarlo.

3. La fase 3 o fase di mantenimento è il periodo più importante ed anche più delicato, in quanto il paziente deve evitare di ingrassare. Può durare anche due anni. In questa fase si riprende a consumare pasti completi che da tempo era stati cancellati, ma ci si deve abituare a cambiare le proprie abitudini, scegliendo alimenti dal basso indice glicemico.

La dieta proteica è quella che meglio di tutte cancella la sensazione di fame e si tratta di un metodo semplice da seguire per un breve periodo, in quanto, se si rispetta alla lettera l’intero programma, nella prima fase, il paziente non deve cucinare o pesare gli alimenti; inoltre la perdita di peso è pressoché immediata.

Infine, giova ricordare che questa dieta agisce in modo inverso rispetto a tutti gli altri regimi alimentari, visto che il cambiamento del comportamento alimentare avviene a seguito della perdita di peso, ma proprio come le altre diete, la percentuale di successo va a braccetto con la volontà e la determinazione del paziente.

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